Privacy Policy

La scomparsa di Dolores Morella

In un rinomato centro di benessere di Merano scompare una famosa editor, Dolores Morella. I giornalisti del nuovo programma televisivo ‘Alla ricerca della persona perduta’ conducono un’indagine che, con l’aiuto del cielo, li porterà a scoprire la sorprendente verità.


Roma, via Teulada 66, lunedì 10 settembre 2012, ore sedici e trenta. Stanza di redazione del nuovo programma televisivo ‘Alla ricerca della persona perduta’.

Ragazzi, buongiorno. Sono pronti i profili per la prima puntata?, chiede con leggera impazienza Elisa Ricci ai suoi due assistenti, gli inviati Donatella Bonadeo e Adelmo Ricucci.

Sì, sono pronti.

Bene. Cominciamo da quello di Dolores Morella, la donna scomparsa. Adelmo, hai preparato tu la sua scheda?, chiede Elisa al giovane seduto di fronte a lei, capelli a spazzola e un vistoso tatuaggio sul braccio sinistro.

Certo, adesso ve lo leggo. È – Adelmo si blocca e fissa la Ricci con aria interrogativa, – oppure era? Magari è già morta.

Facciamo conto che sia ancora viva.

Allora, Dolores Morella è stata vista l’ultima volta il 28 luglio 2012, come ospite di Benessere & Salute, famosa beauty farm di Merano. Trentotto anni ben portati, la descrivono colta, elegante, intelligente e opportunista, occhi piccoli e penetranti e un viso largo e squadrato. Ottuso, l’aveva definito un critico con il quale aveva avuto un diverbio di fuoco durante un convegno letterario. Lavora come editor della Universal Books ed è da quasi sei anni la fidanzata ufficiale del dottorReale.

Bene, dice Elisa, hai preparato anche la sua scheda?

Certo. Narciso Reale, di professione scrittore. Pubblica con la casa editrice della Morella. Pur avendo più di sessant’anni, è un uomo ancora prestante, barba e baffi grigi, occhi chiari leggermente acquosi. È diventato famoso con il libro Le avventure di uno scrittore giramondo, con cui ha vinto il Falernum.

Quando?

Nel 2004.

Bene. Donatella, tu hai la scheda di Rinaldo Marchetti?

Sì, risponde lei, togliendosi gli enormi occhiali bianchi con lenti riflettenti, adesso ve lo leggo.

Rinaldo Marchetti, gestore di Benessere & Salute. È grazie alle sue capacità imprenditoriali se è diventata una delle Beauty Farm più famose del Nord Italia. È chiamato dagli amici il locandiere. È un tipo colto e raffinato, ha interessi letterari soprattutto per gli autori mitteleuropei, primo su tutti Franz Kafka. La sua passione segreta è la poesia, àmbito dove fino ad oggi, nonostante l’impegno e la perseveranza, non è riuscito a ottenere riconoscimenti, se si esclude qualche segnalazione in premi e concorsi letterari di scarsa risonanza. È una delle ultime persone ad aver visto Dolores Morella.

Hai fatto un buon lavoro, commenta Elisa.

Grazie. Già che eravamo lì, aggiunge Donatella, ho pensato di prendere in esame un altro personaggio che ha un ruolo di rilievo nella locanda.

Di chi si tratta?

Si chiama Giuseppe (Pino) Puccini. È il maître del ristorante I Sapori della Locanda. Dopo aver fatto la scuola alberghiera a Vicenza, ha maturato una lunga e formativa esperienza a Milano e a Bologna. In seguito è stato assunto dal Marchetti (nei confronti del quale sembra avere l’atteggiamento ironico e servile di Leporello nel Don Giovanni di Mozart), realizzando la sua aspirazione di ritornare nelle terre d’origine. Molto stimato, tanto da assumere le funzioni di direttore vicario. Non lo si può definire bello, ha il naso leggermente ingobbito, capelli radi. Due baffetti curati sopra la bocca dalle labbra sottili, portate naturalmente al sorriso. È sposato con un’austriaca, di molti anni più giovane e ha una bambina, Antonietta, di nove anni.

Bene, molto bene, sono tutte persone legate o interessate in qualche modo al mondo letterario. Però mi sembra che nessuno dei tre uomini possa aver avuto un qualche vantaggio dalla scomparsa della Morella. Adesso fatemi dare un’occhiata alle foto della locanda, commenta Elisa, mentre inizia a osservarne alcune che mostrano, da diverse angolazioni, una costruzione elegante e originale. L’esterno è molto luminoso: tetti a tronco di cono, porte e finestre di un azzurro intenso, pareti bianche. L’edificio appare, a chi arriva dalla valle in una giornata di sole, un piccolo castello incantato. Dopo la ristrutturazione della parte esterna voluta dal Marchetti, gli interni dei due piani e della mansarda non sono troppo cambiati, conservando negli arredi, nelle decorazioni delle porte e negli affreschi dei muri, la pretenziosità di un tempo non disgiunta da una certa pesantezza di stile.

Le leggende, dice Donatella, che continuano a volteggiare come corvi intorno alle cinque guglie della locanda, sono intrise di mistero, stando ai racconti narrati a bassa voce dagli anziani del posto. Alcuni dei più vecchi, con l’aria di dire qualcosa di cui non vorrebbero parlare, alludono tra sottintesi e reticenze, a storie crudeli. Una parte degli ambienti sotterranei è stata ristrutturata e trasformata in cantine dalle volte basse, a cui è stato affidato l’incarico di proteggere la nobiltà di grandi vini accuratamente conservati.

Ma si racconta anche, interviene Adelmo, che la visita alle cantine, richiesta da molti ospiti, li lasci esitanti, e che alcuni siano colti dal desiderio di abbandonare i muri umidi e cupi per liberarsi dalla sensazione di freddezza e disagio. Forse anche per togliersi dalle orecchie il rumore rugginoso di vecchi chiavistelli corrosi, che sono dotazione esclusiva di Marchetti e di Puccini. Per il momento, questo è quanto abbiamo raccolto sulla locanda.

Abbiamo molte informazioni, dice Elisa, ma adesso sentiamo le voci e i pettegolezzi che avete raccolto. Spesso sono questi a fornire indizi importanti.

Primo pettegolezzo, dice Donatella: sembra che negli ultimi tempi la coppia Morella-Reale non funzionasse più, e che questo sia stato dovuto ad alcuni inciampi professionali della Morella. Tra tutti, quello di aver energicamente sponsorizzato Eros Pagano, un giovane autore dotato di un certo fascino, insistendo con l’editore per un solenne lancio della sua opera prima. In realtà sia il mercato che la critica hanno risposto tiepidamente. Voci maliziose che popolano in modo surrettizio, a volte anche feroce, il mondo letterario, mormorano che il lancio del giovane scrittore debba essere attribuito a meriti di natura non squisitamente letteraria.

Che cosa ha scritto?

Un romanzo sentimentale, il titolo è La vittoria ci unirà.

Naturalmente, e c’era da aspettarselo, le voci maligne hanno subito commentato: beh, intanto ha unito loro due…

Però, dice Elisa, la gente è davvero cattiva.

Secondo pettegolezzo su Dolores Morella, prosegue Donatella. Considerata di costumi non irreprensibili, ama dichiarare in ogni occasione che la reale parità di genere si deve realizzare anche nell’intimità del talamo oltre che nell’ambito professionale, e che tale obiettivo sarà raggiunto solo quando si useranno gli stessi termini per qualificare identici comportamenti dell’uomo e della donna (e non, come ancora succede, viveur o tombeur de femmes per lui, e puttana o donna di malaffare per lei). Questo quanto raccolto sulla scomparsa.

Dotata di una forte personalità, la signora.

Sì, senza dubbio. Per quanto riguarda il Marchetti, ogni volta che può ospitare personaggi famosi in campo letterario, sembra perdere il suo proverbiale distacco per dedicarsi ai ‘portatori di cultura’, espressione con cui ama adulare ognuno di loro, nutrendo la segreta speranza, nemmeno tanto segreta, di ricavare commenti critici e suggerimenti per le sue poesie e di entrare in contatto con le giuste conoscenze al fine di pubblicare i suoi versi presso una casa editrice di livello.

Aggiungo qualcosa sul Puccini. Noto per vantarsi di avere successo con le clienti, verso le quali non lesina atteggiamenti ossequiosi come il baciamano, per alcuni tratti potrebbe ricordare Gabriele D’Annunzio. Lui afferma di assomigliargli soprattutto per certe affinità artistiche e seduttive. Zoppica leggermente, a causa di un incidente che gli capitò da bambino sciando, che l’ha costretto a rinunciare per sempre all’attività agonistica.

Commenti sul Reale?

Si dice, risponde Adelmo, che determinante per il Salernum sia stato l’aiuto della fidanzata. Il sistema di votazione del concorso, che prevede che ciascun voto sia consegnato alla casa editrice, è stato da più parti criticato, senza che questo abbia prodotto alcun cambiamento.

Lo sappiamo, lo sappiamo, commenta Elisa.

Il successo di Reale scatenò un certo scalpore nel mondo letterario: il suo libro fu recensito aspramente dalla critica per la prosa scontata, la trama giudicata narcisistica (nomen omen!) e la piattezza delle avventure del protagonista, presentate come eventi straordinari. In realtà, grande spazio viene dato a storie a sfondo sessuale con donne libere ed emancipate. Maligni non sprovveduti ipotizzarono da subito che il protagonista fosse l’autore stesso, a dire il vero noto come frequentatore di prostitute e donne modeste, alle quali usa donare anche oggetti pregiati in ricordo della sua presunta ars amatoria. Di viaggi il nostro personaggio ne ha fatti davvero molti: lunghi soggiorni in Venezuela, Colombia e Perù, un servizio fotografico su Cebu nelle Filippine dopo lo tsunami del duemilatredici, una spedizione sulla rompighiaccio russa Let Podeby. L’autore racconta le sue conquiste in ognuno di questi viaggi: al di là dell’esplicita e più volte sottolineata venerazione per la donna, in quello che viene raccontato si percepisce chiaramente – così la critica più autorevole – un’indole maschilista e un animo che ricalca i tratti meno nobili ed eleganti di Giacomo Casanova. Voci piuttosto diffuse lo dipingono simile a un Bell’Antonio, che si esibisce in corteggiamenti seducenti. Da assiduo frequentatore di bordelli, si compiace di elargire lunghe disquisizioni sulle diverse usanze erotiche riscontrate nei vari paesi e sui molteplici rituali che accompagnano l’atto sessuale.

Bene, commenta Elisa, sapremo come prenderlo. Avrebbe tutto da rimetterci dalla scomparsa della signora. Un personaggio molto ambizioso, sembra ben delineato. Questo è uno di quelli da adulare…

Un’altra informazione importante, dice Adelmo: una delle cameriere ha riferito che ha visto Marchetti discutere animatamente con la Morella la sera prima della scomparsa.

Ragazzi, grazie, dice Elisa, se non ci sono altre informazioni, lasciatemi copia di tutto, lo studierò con cura, tra pochi giorni debuttiamo. Buona serata.

Anche a te, rispondono Adelmo e Donatella.

 

Lunedì, 17 settembre 2012, ore ventitré. Stanza di redazione.

Allora, com’è andata?, chiede Elisa, lasciandosi sprofondare in una poltrona di pelle dai grandi braccioli neri e dall’ampia spalliera.

Nel corso della prima puntata, appena terminata, è stato ospitato in studio Narciso Reale e sono stati intervistati Marchetti e Puccini in collegamento da Merano.

Benissimo, Elisa, benissimo, risponde con enfasi Donatella. Sei stata bravissima, quando hai risposto con adeguato distacco al melodrammatico intervento di Reale, che a me non risulta per niente simpatico.

Neppure a me, rinforza Adelmo. Hai fatto bene a chiarire che noi non siamo la polizia, e nemmeno un’agenzia investigativa.

Mi sei piaciuta anche quando gli hai detto con eleganza, prosegue Donatella, che non abbandoneremo un caso così importante.

Il merito ce lo condividiamo, perché voi avete fatto un ottimo lavoro di indagine preliminare. È stato determinante per il successo della puntata. Davvero bravi.

È stato interessante, continua Adelmo, quello che ha detto per telefono Puccini, che continuava a dolersi della scomparsa della Morella, manco fosse una persona di famiglia. In studio c’erano una tensione e un silenzio incredibili quando lui ha ricordato di aver sentito litigare verso l’una di notte, in una saletta vicina all’ufficio di Marchetti, due persone, Morella e, quasi certamente, Reale. Poi ha affermato di essersi preoccupato per un grande botto, seguito da un silenzio assoluto, e ha aggiunto che il giorno dopo la signora non era scesa per la colazione. Quindi Puccini è la testimonianza certa che fino all’una di quel giorno la signora era ancora viva. Poi Reale, dapprima dispiaciuto, ha aggiunto che si era trattato di uno dei loro soliti litigi e che subito dopo si era ritirato nella sua stanza, dove è rimasto fino a tardi.

Roma, via Teulada 66, martedì 14 ottobre 2014, ore ventuno. Studio del programma televisivo ‘Alla ricerca della persona perduta’.

Signore e signori, buonasera, dice con un ampio sorriso Elisa Ricci. Mi rivolgo agli ospiti presenti in studio, a tutti i nostri spettatori che già sono diventati nostri fedeli ascoltatori e in particolare a tutti coloro che ricordano una vicenda che risale a due anni fa, molto seguita: la scomparsa, fatta risalire a sabato 28 luglio 2012, di Dolores Morella, editor della Universal Books e personaggio di rilievo nel mondo della carta stampata. Come ricorderete, ne abbiamo parlato nel corso della nostra prima trasmissione del diciassette settembre di due anni fa: la scomparsa della signora era diventato un caso che aveva visto, come spesso accade, la popolazione dividersi in innocentisti e colpevolisti, tra coloro che erano convinti che Morella fosse fuggita o addirittura si fosse suicidata, e quanti, invece, che si erano schierati contro Reale, ritenendolo in qualche modo responsabile della sua morte. Ma il cadavere non era mai stato trovato, gli interrogatori non erano approdati a nulla e le indagini erano state abbandonate. Di Dolores Morella, non se n’era più parlato. Cari ospiti e cari telespettatori, per questa sera avevamo programmato di iniziare presentandovi il caso di una ragazzina scomparsa, ma è arrivata una notizia che ha dell’incredibile. Immagino che l’abbiate letta o ascoltata: un violentissimo temporale si è abbattuto due mesi fa, precisamente il dodici agosto, su Merano, provocando gravi danni a tutte le coltivazioni del territorio, a molte abitazioni e anche a vecchi casolari della valle. Prego la regia di mostrare alcune scene del disastro. Possiamo partire con le immagini?

Ecco, avete potuto constatare l’entità dei danni. Sappiamo che questo è il periodo che registra sulla zona le maggiori precipitazioni e frequenti temporali, ma questa volta si è trattato di un vero e proprio tornado. Sembra quasi che la tempesta abbia preso di mira proprio la locanda Benessere & Salute, forse per la sua posizione leggermente elevata. La notizia, rilevante a livello nazionale, assume per noi, oltre che per gli inquirenti, un significato particolare: il tornado si è scatenato sulla locanda dove era alloggiata Dolores Morella, provocando danni alla struttura, rompendo le imposte, mandando in frantumi i vetri delle finestre esposte a nord e allagando totalmente le cantine. L’acqua ha causato gravi danni sia nella zona ristrutturata che in quella vecchia, distruggendo un vero e proprio patrimonio di bottiglie di pregio, vanto del proprietario Rinaldo Marchetti. Ma poco dopo l’inizio dei lavori di smaltimento e ripristino, arriva la notizia strabiliante: i pompieri durante le operazioni di sgombero si sono trovati davanti il corpo di una donna, ‘impastato’ – come ha detto uno di loro – nel fango e nel vino. Come avrete certamente intuito, si tratta del corpo di Dolores Morella, scomparsa da poco più di due anni. Un corpo mummificato. Stando alle prime notizie non ufficiali che i nostri inviati sono riusciti a raccogliere, la mummificazione si è verificata perché la donna è stata sepolta, quasi murata, in una stanza segreta delle vecchie cantine, e questo ha impedito la decomposizione del cadavere. Una notizia degna di attenzione è che la mummificazione, preservando il corpo, dovrebbe permettere al RIS di effettuare analisi in grado di stabilire la causa del decesso. Per competenza territoriale, le ricerche saranno affidate al RIS di Parma, di certo alla Sezione Biologia, e forse anche ad altre.

Altra notizia sorprendente: pare che Pino Puccini, il maître del ristorante, alla vista del cadavere della Morella sia svenuto, rimanendo per alcuni minuti in stato confusionale. Prima di riprendere il programma previsto, vogliamo assicurarvi che seguiremo gli sviluppi di questo caso e vi terremo informati sull’evoluzione degli avvenimenti. Inoltre cercheremo di invitare di persona in studio i tre uomini che sono stati in contatto con Morella nei suoi ultimi giorni di vita, e che già avete avuto modo di vedere, ovvero Narciso Reale, Rinaldo Marchetti e Giuseppe Puccini.

Adesso passiamo al caso drammatico, cui ho accennato prima: la scomparsa della giovane di Terranova…

Martedì, 13 gennaio 2015, ore ventuno. Studio del programma televisivo ‘Alla ricerca della persona perduta’.

Signore e signori, auguri di buon anno a tutti e ben ritrovati, annuncia Elisa Ricci. La puntata di oggi, la prima dell’anno, è dedicata a quello che viene ormai comunemente chiamato dai media Il caso della donna mummificata. Parleremo con la massima chiarezza possibile della mummificazione e dei suoi effetti, poi vi aggiorneremo sugli ultimi referti delle analisi del RIS. Vi avevamo promesso nella puntata di ottobre di invitare in studio i tre uomini, ma non siamo stati in grado di farlo per i motivi che tra poco vi dirò. Ci collegheremo, se deciderà di accettare il nostro invito, solo con Narciso Reale. Vorrei cominciare illustrando un aspetto tecnico della vicenda, e cioè cos’è la mummificazione. Si tratta di un processo in cui un cadavere subisce una rapida disidratazione massiva in modo tale che i tessuti rimangono come fissati e stabilizzati. Questa sera non prenderemo in considerazione le tecniche in uso nell’antico Egitto, consistenti in laboriosi processi tesi a preservare il corpo in quanto sede indispensabile per garantire l’immortalità dell’anima. Ci concentriamo invece sulla mummificazione naturale, che si verifica in presenza di particolari condizioni esterne e interne, come un clima freddo che ostacola la putrefazione, o l’inumazione in terreni asciutti in grado di assorbire liquidi in grande quantità. Oppure ancora, e questa sembra l’ipotesi più accreditata nel nostro caso, per la presenza di determinate muffe che disidratano i tessuti. Di solito il processo di mummificazione non stravolge i tratti fisici della persona ma, conservandoli abbastanza bene, permette che essi siano riconoscibili. Si è temuto per molto tempo che Dolores Morella fosse stata uccisa forse per motivi di gelosia, e i sospetti erano caduti sul Reale, avvalorati dalle difficoltà che stava attraversando la loro relazione e da un violento litigio verbale tra i due verso l’una di notte il giorno stesso della scomparsa, come ebbe a riferire Puccini nel corso delle indagini preliminari. Ma le risultanze di queste indagini – particolarmente celeri, aspetto del quale non possiamo che congratularci con il RIS – sono ormai ufficiali: Dolores Morella è morta per infarto del miocardio. Infarto causato dalla consistente e contemporanea assunzione di cocaina e alcool, più precisamente, vino a media gradazione alcoolica. Come sappiamo, il mix di queste due sostanze ha effetti devastanti sul cervello e sul cuore, effetti che nel caso della signora sono risultati letali. Ora, se alla luce delle risultanze emerse era stata esclusa nel modo più assoluto l’ipotesi di omicidio, rimaneva da scoprire cosa fosse successo al corpo della signora. Dopo un approfondimento di natura biologica sul cadavere e a seguito di lunghi interrogatori condotti nei confronti dei tre protagonisti di questa vicenda, interrogatori caratterizzati da una serie di accuse reciproche, la polizia ha fornito una versione ufficiale dei fatti, che ha permesso di incriminare Puccini e Marchetti non per omicidio, naturalmente, ma per occultamento di cadavere.

Adesso sono in grado, prosegue dopo una pausa Elena Ricci, di raccontare la versione ufficiale dell’accusa, che si basa sulla seguente ricostruzione dei fatti. Pubblicità, restate con noi.

Arrivo agli atti finali della vicenda. Morella e Reale hanno un violento diverbio, a seguito del quale lei se ne va e non rientra nella camera che occupavano insieme.

Lui, abituato ai sempre più frequenti litigi, non si preoccupa più di tanto, va a letto, si prende la sua solita pastiglia di sonnifero e nel giro di poco, stando naturalmente alla sua testimonianza, si addormenta.

Puccini, non visto, ascolta il litigio. Non appena si accorge che la signora si avvia da sola verso la hall dell’hotel, intravede la possibilità, diciamo così, di consolarla. Si dirige verso le cucine, prende una bottiglia di brut di altissima qualità, il Bollinger Special Cuvée (per gli amanti del genere, si tratta dello Champagne di James Bond), prepara il vassoio, la glacette, due flûtes e si avvia verso la hall.

Qui incontra la signora che si presume abbia avuto tempo e modo di drogarsi, e inizia la sua opera di corteggiamento, lodandone sia lo stile che l’eleganza, e assecondandola rispetto alle critiche che lei continua a ripetere nei confronti di Reale.

Nel giro di poco tempo i due hanno un rapporto sessuale su uno degli accoglienti divani della hall, senza alcun tipo di precauzione (la notizia non sembri pruriginosa né di scarso rilievo, perché diventerà uno dei motivi che indurrà Puccini a occultare il cadavere della Morella).

La signora, ormai ubriaca e sotto gli effetti della droga, chiede a Puccini di voler provare un’altra marca di Champagne, richiesta alla quale lui cede, seppure a malincuore. Ritorna nelle cucine, sceglie un’altra bottiglia, prepara il vassoio e i bicchieri, impiegando un certo tempo che lei utilizza, probabilmente, per un’altra dose. Quando ritorna nella hall e si avvicina al divano, vede il corpo della donna steso a terra. Si china su di lei, e la scuote: inutilmente. Dolores Morella è morta.

Preso dal panico, valuta le conseguenze che comporterebbe il ritrovamento del cadavere. Sarebbe accusato di omicidio o quantomeno di aver causato la morte di una donna ubriaca e drogata. Come egli stesso avrà modo di ammettere, entra in confusione: la sua mente cerca disperatamente una soluzione e ben presto si convince che la cosa migliore sia quella di far sparire il cadavere. La sua immagine di professionista, conquistata negli anni con non pochi sacrifici, ne risulterebbe per sempre compromessa, la sua famiglia sarebbe sconvolta. Decide così di nascondere il cadavere. Ma dove? Occorre un posto sicuro e inaccessibile.

Adesso, cari ospiti e gentili telespettatori, vi prego di seguirmi con attenzione, anche perché dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Puccini, poco dopo essere stato assunto, aveva casualmente scoperto l’esistenza nelle cantine di una porta segreta. Nascosta dietro un vecchissimo scaffale di legno massello, la porta si affaccia su una stanzetta senza luce, piena di bottiglie di vini rossi di grande invecchiamento e inestimabile valore, e dotata di una serie di nicchie con piccole botti di rovere non utilizzate da tempo.

Come riuscire a portare il cadavere fino alle cantine? Il Puccini prova a trascinare il corpo per qualche metro, ma si accorge subito che si tratta di un’operazione superiore alle sue forze. L’unica persona in grado di aiutarlo è il suo capo. Sicuro, pensa, solo Rinaldo può aiutarmi, se non lo fa lui, sono spacciato. Si dirige con rapidità verso il suo appartamento e comincia a bussare, prima con delicatezza, poi sempre più forte. Marchetti apre, si accorge subito dello stato di agitazione di Puccini, lo fa entrare e sedere. Negli atti degli interrogatori effettuati a più riprese dalla polizia, si riscontrano divergenze, comunque marginali: alla fine i due, l’uno per evitare lo scandalo che ricadrebbe su di lui e sulla sua famiglia, l’altro per non compromettere la fama della locanda e non perdere del tutto una stagione turistica già difficile per il clima quanto mai capriccioso, decidono di far sparire il corpo e di portarlo nel locale segreto.

Dopo averlo avvolto in un lenzuolo, lo trascinano fino alle cantine. Tolgono la piccola botte che occupa una delle nicchie, lo spingono dentro: raschiano il più possibile la parete sovrastante per far cadere la terra sopra il cadavere, gli accumulano contro tutto il terriccio che trovano sul pavimento, finché riescono a ricoprirlo completamente e a occultarlo.

L’ultimo atto dei due è quello di eliminare l’eventuale scia sulle scale e sui pavimenti lungo i quali è stato trascinato il corpo della Morella, operazione probabilmente inutile, che in ogni caso compiono in modo scrupoloso. Come ultimo atto, Puccini, perseguendo l’inutile obiettivo di eliminare il supposto odore del cadavere, sparge una gran quantità di profumo alla lavanda per tutto il percorso compiuto.

Questa è dunque la dinamica accertata di tutta la vicenda.

Adesso proviamo a collegarci con Milano, dove un nostro inviato si trova nell’ufficio di Narciso Reale che, del tutto estraneo alla vicenda, ha acconsentito con piacere a essere intervistato.

  Scusate, c’è il collegamento? Ok, grazie, benissimo. Ecco con noi il dottor Reale, buonasera. Grazie per aver accettato il nostro invito.

Applausi in studio.

Leave a Reply

Privacy Policy

Web Design